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sabato 14 settembre 2013
NEW DESIGN FALL-WINTER 2013-2014
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giovedì 21 febbraio 2013
"I COLLETTI PRIMAVERA" di Accessori d'Arte & Design
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martedì 19 febbraio 2013
mercoledì 13 febbraio 2013
"I VENTAGLINI" CHIC by Accessori d'Arte & Design
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domenica 10 febbraio 2013
lunedì 21 gennaio 2013
"POSITIVITA' O CROCIFISSIONE??" ANELLI
4 ANELLI GOMMOSI
"POSITIVITA' O CROCIFISSIONE??"
plastica gommata e cristalli
colori base:
da sinistra
1^ color salmone
2^ grigio e nero
3^ giallo e nero
4^ celestino e arancio
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ROOD RUBBERY earrings & ring
ROOD RUBBERY ....NEW YEARS 80
orecchini e anello I GOMMOSI
*possibilità di realizzarli in altri colori
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giovedì 17 gennaio 2013
PICASSO STYLE NECKLACE
COLLANA CIONDOLO serie " I GOMMOSI " PICASSO
STYLE
plastica gommata color nero e rosso, onice nera,
catena dorata
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EARRINGS "LEI & LUI" (serie I GOMMOSI)
ORECCHINI
plastica gommata color verde-fuxia-arancio, pietra
quadrata traforata
https://www.facebook.com/accessoridarte
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martedì 15 gennaio 2013
"I GOMMOSI - ACCESSORI"
DALLA SERIE " I GOMMOSI"
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mercoledì 2 gennaio 2013
mercoledì 5 dicembre 2012
NECKLACE - LISELOTTE WATKINS by Accessori d'Arte & Design
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giovedì 29 novembre 2012
Small bags handbags ?earrings? yessss!
Orecchini hand made realizzati con:
- lana
- pizzo
- catena dorata
- bottoncino vintage
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mercoledì 28 novembre 2012
"I VENTAGLINI" di Accessori d'Arte
ALLEGRI, SPIRITOSI, SPRIZZANO SIMPATIA E RALLEGRANO LA GIORNATA!
SONO " I VENTAGLINI" REALIZZATI IN COTONE, LANA, PELLE.
PEZZI UNICI NEL LORO GENERE
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sabato 24 novembre 2012
LONDON STYLE BAG
LONDON STYLE BAG
una borsa con i baffi !
- panno in lana spigata
- feltro
- bottoni vintage
- tracolla regolabile
- doppio scomparto all'interno
*rifinita all'interno
- doppio scomparto all'interno
*rifinita all'interno
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mercoledì 21 novembre 2012
TUTTO NASCE DA QUESTA PAROLA
Idea (dal greco antico ἰδέα,[1] dal tema di ἰδεῖν,[2] vedere)[3] è un termine usato sia nel linguaggio comune che in filosofia, con diversi significati riferibili in genere ad un concetto o un "disegno della mente"
IDEA ..
IDEA ..
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giovedì 15 novembre 2012
IL CONCETTO DELL'OPERA ARTIGIANALE NELLA STORIA DELL'ARTE
Artigianato di consumo.
L'artigianato come prodotto di cultura, come testimonianza di un modo di essere, di lavorare e di "fare" oggetti legato a determinate localizzazioni geografiche e a precise tradizioni storiche tende oggi a dissolversi in un'altra forma di artigianato. In un nuovo artigianato rivolto alla produzione di oggetti di decorazione e di soprammobili da immettere immediatamente sul mercato, che ha perduto talune connotazioni tipiche del vecchio: come il fatto di essere reperibile solamente nei luoghi della sua produzione o di essere destinato ad una precisa funzione utilitaria. E che d'altra parte ha conservato, per distinguersi e minimamente nobilitarsi rispetto all'oggetto prodotto industrialmente, alcuni momenti di intervento manuale "artistico" nel procedimento di realizzazione. In realtà il termine di artigianato può essere oggi collegato a un ventaglio di attività piuttosto ampio: è artigiano colui che, già proprietario di un piccolo laboratorio, è diventato rivenditore di pezzi comperati altrove; ed è artigiano chi si limita a montare - non più a creare - le parti di quello che comunemente viene definito un oggetto di artigianato. I luoghi classici di diffusione del nuovo artigianato di consumo rimangono essenzialmente due. I primi corrispondono alle località che hanno alle spalle una determinata tradizione artigianale, ora recuperata nei termini di una produzione a metà tra artigianato e industria, fortemente massificata per rispondere alla crescente domanda legata all'enorme sviluppo dell'industria turistica. I secondi sono le "bancarelle di mercatini" dove il nuovo artigianato di consumo si presenta da solo mescolato a vecchi mobili e oggetti d'arredamento usati, tra i quali solo pochissimi esperti o fortunati riusciranno a trovare qualche pezzo di artigianato autentico e di valore. Queste "nuove figure professionali", di cui non si conosce l'effettiva formazione e provenienza, dovrebbero avere capacità di collegamento tra il mondo delle produzioni artigianali e i "luoghi" e le forme in cui tali prodotti dovrebbero acquisire una concreta e adeguata visibilità, che si muovono e interagiscono, ormai, su un'area "fuori dalla propria territorialità.
L'artigiano artista.
Una distinzione tra artigianato e artista si precisò definitivamente in Italia a partire dal XV secolo quando pittori e scultori - come Piero della Francesca, Ghiberti, Donatello o, più tardi, Leonardo e Michelangelo - intesero dare alla propria opera dignità e ambizioni scientifiche, svincolandola dalle "arti meccaniche" (manuali) alle quali fino ad allora era stata assimilata e collocandola sullo stesso piano delle "arti liberali".In questo modo furono poste le basi che diedero una giustificazione teorica a quella divaricazione che da allora avrebbe allontanato sempre più radicalmente la figura dell'artista da quella dell'artigiano. Il primo inteso come inventore/creatore di forme nuove e degne del massimo rispetto culturale, certamente fondate su capacità di mestiere che dovevano però essere fecondate, per raggiungere i gradi più alti del valore artistico, da fatti di elaborazione mentale/concettuale. Il secondo, l'artigiano, guardato viceversa come un ripetitore di oggetti e di forme predeterminate da una tradizione secolare continuamente aggiornata e replicata grazie alla padronanza di un mestiere per il quale la destrezza della mano conta di più dell'invenzione intellettuale. Alcune relazioni, tuttavia, sono continuate a sussistere tra questi due settori della produttività dell'uomo. Esistono tuttora, in altri termini, attività artigiane la cui organizzazione discende in modo diretto - secondo un filo e una tradizione ininterrotti - dalle botteghe artistiche medievali e rinascimentali: e anche se la manualità, l'abilità nell'usare un numero elevato di strumenti, ne è la prima caratteristica - si consideri ad esempio la varietà di martelli e di scalpelli usati dai cesellatori - certamente esiste anche una componente estetica nell'oggetto prodotto che suggerisce un apparentamento con l'opera d'arte. Ciò può essere riscontrato, esemplificativamente, nella produzione artigianale di ceselli , di oggetti di vetro, di statuine per presepi che, non a caso, vengono comunemente riconosciuti e indicati come fatti di "artigianato artistico". Un dato che accomuna tutti i prodotti appena ricordati è la mancanza di un qualsiasi riferimento alla cultura propria degli uomini che li hanno eseguiti, alle tradizioni popolari originali dei luoghi in cui quegli artigiani hanno vissuto.(Vera Zamagni, storia dell'Artigianato Italiano).
Il preconcetto di considerare le cosiddette arti applicate come appartenenti ad un gradino gerarchico inferiore rispetto a pittura e scultura ha dominato incontrastato buona parte del secolo scorso e con l'affermarsi di alcune scuole e movimenti che credevano di poter pronosticare la fine d'ogni manualità in vista d'una futura era, totalmente meccanizzata. Oggi nonostante l'affermarsi - più che giustificato - della meccanizzazione e industrializzazione edilizia, della meccanizzazione secondo le regole del design, nonostante il sempre più intenso intervento dell'elettronica anche in campo artistico (computer art, video art, realtà virtuale, ecc.), si è finalmente riscoperto l'aspetto benefico di una attività manuale e comunque di una interferenza costante tra l'uomo e l'oggetto con la presenza del "fatto a mano" nei più svariati settori artigianali: dalla ceramica al legno, dal marmo al vetro, al ferro, al cuoio......(Gillo Dorfles, La seduzione degli oggetti).
Ritorno ai mestieri
Architetti, scultori, pittori, debbono tutti ritornare ai mestieri. L'arte non è una "professione". "Non vi è sostanziale differenza fra artista e artigiano, l'artista è un artigiano ispirato".
In rari momenti di ispirazione, momenti che superano il controllo della sua stessa volontà, un particolare stato di grazia può fare sì che il suo lavoro sui trasformi in arte.
La competenza professionale nel suo mestiere è essenziale al vero artista. Là risiede una sorgente di immaginazione creativa. Lasciateci creare una nuova categoria di artigiani, senza la classica distinzione che alza una arrogante barriera fra artigiano e artista. Contemporaneamente lasciateci concepire e creare il nuovo edificio del futuro che abbraccerà architettura, scultura e pittura e che si leverà un giorno verso il cielo dalle mani di un milione di lavoratori come simbolo di cristallo di una nuova fede. (Walter Gropius in "Bauhaus", 1981).
L'artigianato come prodotto di cultura, come testimonianza di un modo di essere, di lavorare e di "fare" oggetti legato a determinate localizzazioni geografiche e a precise tradizioni storiche tende oggi a dissolversi in un'altra forma di artigianato. In un nuovo artigianato rivolto alla produzione di oggetti di decorazione e di soprammobili da immettere immediatamente sul mercato, che ha perduto talune connotazioni tipiche del vecchio: come il fatto di essere reperibile solamente nei luoghi della sua produzione o di essere destinato ad una precisa funzione utilitaria. E che d'altra parte ha conservato, per distinguersi e minimamente nobilitarsi rispetto all'oggetto prodotto industrialmente, alcuni momenti di intervento manuale "artistico" nel procedimento di realizzazione. In realtà il termine di artigianato può essere oggi collegato a un ventaglio di attività piuttosto ampio: è artigiano colui che, già proprietario di un piccolo laboratorio, è diventato rivenditore di pezzi comperati altrove; ed è artigiano chi si limita a montare - non più a creare - le parti di quello che comunemente viene definito un oggetto di artigianato. I luoghi classici di diffusione del nuovo artigianato di consumo rimangono essenzialmente due. I primi corrispondono alle località che hanno alle spalle una determinata tradizione artigianale, ora recuperata nei termini di una produzione a metà tra artigianato e industria, fortemente massificata per rispondere alla crescente domanda legata all'enorme sviluppo dell'industria turistica. I secondi sono le "bancarelle di mercatini" dove il nuovo artigianato di consumo si presenta da solo mescolato a vecchi mobili e oggetti d'arredamento usati, tra i quali solo pochissimi esperti o fortunati riusciranno a trovare qualche pezzo di artigianato autentico e di valore. Queste "nuove figure professionali", di cui non si conosce l'effettiva formazione e provenienza, dovrebbero avere capacità di collegamento tra il mondo delle produzioni artigianali e i "luoghi" e le forme in cui tali prodotti dovrebbero acquisire una concreta e adeguata visibilità, che si muovono e interagiscono, ormai, su un'area "fuori dalla propria territorialità.
L'artigiano artista.
Una distinzione tra artigianato e artista si precisò definitivamente in Italia a partire dal XV secolo quando pittori e scultori - come Piero della Francesca, Ghiberti, Donatello o, più tardi, Leonardo e Michelangelo - intesero dare alla propria opera dignità e ambizioni scientifiche, svincolandola dalle "arti meccaniche" (manuali) alle quali fino ad allora era stata assimilata e collocandola sullo stesso piano delle "arti liberali".In questo modo furono poste le basi che diedero una giustificazione teorica a quella divaricazione che da allora avrebbe allontanato sempre più radicalmente la figura dell'artista da quella dell'artigiano. Il primo inteso come inventore/creatore di forme nuove e degne del massimo rispetto culturale, certamente fondate su capacità di mestiere che dovevano però essere fecondate, per raggiungere i gradi più alti del valore artistico, da fatti di elaborazione mentale/concettuale. Il secondo, l'artigiano, guardato viceversa come un ripetitore di oggetti e di forme predeterminate da una tradizione secolare continuamente aggiornata e replicata grazie alla padronanza di un mestiere per il quale la destrezza della mano conta di più dell'invenzione intellettuale. Alcune relazioni, tuttavia, sono continuate a sussistere tra questi due settori della produttività dell'uomo. Esistono tuttora, in altri termini, attività artigiane la cui organizzazione discende in modo diretto - secondo un filo e una tradizione ininterrotti - dalle botteghe artistiche medievali e rinascimentali: e anche se la manualità, l'abilità nell'usare un numero elevato di strumenti, ne è la prima caratteristica - si consideri ad esempio la varietà di martelli e di scalpelli usati dai cesellatori - certamente esiste anche una componente estetica nell'oggetto prodotto che suggerisce un apparentamento con l'opera d'arte. Ciò può essere riscontrato, esemplificativamente, nella produzione artigianale di ceselli , di oggetti di vetro, di statuine per presepi che, non a caso, vengono comunemente riconosciuti e indicati come fatti di "artigianato artistico". Un dato che accomuna tutti i prodotti appena ricordati è la mancanza di un qualsiasi riferimento alla cultura propria degli uomini che li hanno eseguiti, alle tradizioni popolari originali dei luoghi in cui quegli artigiani hanno vissuto.(Vera Zamagni, storia dell'Artigianato Italiano).
Il preconcetto di considerare le cosiddette arti applicate come appartenenti ad un gradino gerarchico inferiore rispetto a pittura e scultura ha dominato incontrastato buona parte del secolo scorso e con l'affermarsi di alcune scuole e movimenti che credevano di poter pronosticare la fine d'ogni manualità in vista d'una futura era, totalmente meccanizzata. Oggi nonostante l'affermarsi - più che giustificato - della meccanizzazione e industrializzazione edilizia, della meccanizzazione secondo le regole del design, nonostante il sempre più intenso intervento dell'elettronica anche in campo artistico (computer art, video art, realtà virtuale, ecc.), si è finalmente riscoperto l'aspetto benefico di una attività manuale e comunque di una interferenza costante tra l'uomo e l'oggetto con la presenza del "fatto a mano" nei più svariati settori artigianali: dalla ceramica al legno, dal marmo al vetro, al ferro, al cuoio......(Gillo Dorfles, La seduzione degli oggetti).
Ritorno ai mestieri
Architetti, scultori, pittori, debbono tutti ritornare ai mestieri. L'arte non è una "professione". "Non vi è sostanziale differenza fra artista e artigiano, l'artista è un artigiano ispirato".
In rari momenti di ispirazione, momenti che superano il controllo della sua stessa volontà, un particolare stato di grazia può fare sì che il suo lavoro sui trasformi in arte.
La competenza professionale nel suo mestiere è essenziale al vero artista. Là risiede una sorgente di immaginazione creativa. Lasciateci creare una nuova categoria di artigiani, senza la classica distinzione che alza una arrogante barriera fra artigiano e artista. Contemporaneamente lasciateci concepire e creare il nuovo edificio del futuro che abbraccerà architettura, scultura e pittura e che si leverà un giorno verso il cielo dalle mani di un milione di lavoratori come simbolo di cristallo di una nuova fede. (Walter Gropius in "Bauhaus", 1981).
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lunedì 12 novembre 2012
LA BORSA! ---by Accessori d'Arte---
LA BORSA
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Da un punto di vista simbolico la borsa rappresenta il potere femminile di contenere ed un luogo di conservazione, quindi vita e salute.
E' anche associato al simbolo di qualcosa che preserva ciò che è prezioso o ritenuto tale.
E' inoltre associata agli dei messaggeri come Mercurio e Priapo.
La sua funzione originaria è quella di custodia del denaro, è ciò la rende in origine oggetto legato fondamentalmente al commercio; per questo è anche emblema dell'elemosiniere e del mercante.
E' anche associato al simbolo di qualcosa che preserva ciò che è prezioso o ritenuto tale.
E' inoltre associata agli dei messaggeri come Mercurio e Priapo.
La sua funzione originaria è quella di custodia del denaro, è ciò la rende in origine oggetto legato fondamentalmente al commercio; per questo è anche emblema dell'elemosiniere e del mercante.
La sua storia però si evolve in risvolti più vivaci e frivoli da quelli meramente economici rendendola un accessorio costantemente in bilico tra la sua funzione contenitiva e la sua esteriorità mondana e modaiola.
La borsa assume inoltre un aspetto dinamico quando si dilata e diventa borsa da viaggio, il cui archetipo è il sacco da viaggio che insieme al bastone sono emblema del pellegrino.
Sicuramente è uno degli accessori più indispensabili. Contiene il nostro micromondo privato, tutto quell'insieme di oggetti indispensabili e non che rappresentano comunque ciò che di nostro vogliamo che ci accompagni nel nostro viaggio quotidiano. Rappresenta anche un contenitore segreto di cui quasi sempre solo il proprietario conosce il contenuto; è però un involucro che ama farsi notare, che gioca con i colori, le forme, i materiali. Forse proprio questa doppia valenza, questa dimensione"interiore" e quella esteriore lo rendono un oggetto tanto interessante, che attrae senza svelare.
La nostra borsa è così un oggetto rassicurante: è come un pezzo di casa, è il guscio della lumaca, è l'oggetto che nella Seconda guerra Mondiale serviva a contenere ciò che si poteva scappando agli allarmi dei bombardamenti, è una proiezione di noi stessi che ci da sicurezza, è un'appendice che ci aiuta a darci un contegno, un appiglio, un sostegno nelle situazioni sociali. In quest'ottica si colloca nell'insieme di quelle appendici che ricorrono nella storia del costume e della moda: i vari manicotti del XVII sec, e poi il ventaglio, il parasole, il fazzoletto per le donne; spada, bastone, ombrello per gli uomini.
Secondo lo psicologo Desmond Morris questi oggetti rappresentano barriere tra noi e il mondo esterno che ci infondono sicurezza, che ci permettono di rivivere l'atteggiamento infantile di nasconderci dietro la mamma o ad un mobile di casa.
Secondo lo psicologo Desmond Morris questi oggetti rappresentano barriere tra noi e il mondo esterno che ci infondono sicurezza, che ci permettono di rivivere l'atteggiamento infantile di nasconderci dietro la mamma o ad un mobile di casa.
La borsa è essenzialmente un oggetto femminile: il borsello non ha
avuto un successo duraturo. Gli uomini fanno uso comunque dia altri accessori come portadocumenti, zaini, ventiquattro ore, sacche, cartelle.
Forse il grande successo di questo accessorio sta in parte nelle motivazioni affettive, in parte nel valore oggettivo dato da lavorazioni, materiali, dal patrimonio artigianale coniugato alle nuove tecnologie che ogni pezzo racchiude.
Ubicazione:
Bari, Italia
domenica 11 novembre 2012
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