giovedì 15 novembre 2012

IL DESIDERIO DI ORNAMENTO (da GLI ARTIGIANAUTI)





L'esigenza di adornarsi nasce addirittura prima di quella di vestirsi , al contrario oggi, dove l’abito è l’elemento principale a cui si coordinano tutti gli accessori, borsa, scarpe gioielli ecc. Tracce di ornamentazione personali sono state rinvenute per epoche precedenti al Paleolitico stesso: tuttavia con caratteristiche di objets trouvès, quali denti di animali, ciottoli, scheletri di pesci, conchiglie ecc.; in essi l’uomo era intervenuto praticando fori, facendovi passare corde, in modo da dover essere “indossabili”. Per trovare invece esemplari “lavorati” in senso stretto bisogna giungere al Paleolitico. Il grande scarto evolutivo avviene nell’età del Bronzo, dove le tecniche basilari della lavorazione dei metalli sono a tutt’oggi valide.


E’ estremamente interessante l’analisi delle motivazioni che tentano di spiegare questo fenomeno, e i loro continui significati in perenne mutamento.
Se prendiamo in considerazione il mondo animale, notiamo che la maggior parte delle specie è “naturalmente accessoriata”, mi spiego meglio con alcuni esempi: la coda del pavone, la cresta del gallo, le corna dell’alce ecc. Due sono le funzioni di questa incredibile biodiversità: la prima che investe principalmente la sfera cromatica e riguarda il mimetismo come arma di difesa; la seconda è usata come richiamo sessuale e rivela l’istinto della sopravvivenza della specie. Le armi diventano copie delle zanne, le collane di denti di tigre rivelano il carattere coraggioso del suo possessore.
La prima delle caratteristiche dell’uomo/artista è nella copia della natura, vedi dipinti paleolitici nelle grotte, la storia dell’arte testimonia questi inizi e le sue evoluzioni, la natura è il punto di partenza anche per la storia degli ornamenti: l’uomo preistorico emula la natura, copia gli ornamenti degli animali, aggiungendo un terzo elemento la magia, il misticismo che attribuirà agli oggetti inanimati, la cosiddetta funzione apotropaica. La funzione della copia è, nel campo pedagogico la prima fase dell’apprendimento, copiando facciamo nostro il mondo esterno, lo interiorizziamo, creiamo una relazione, questa fase di apprendimento empirico, cioè basato sull’esperienza, forma una conoscenza che andrà ad alimentare una coscienza globale del nostro piccolo io con l’universo.
La specie umana fin dai suoi albori ha cercato tramite l’oggetto gioiello di appagare il suo desiderio di distinguersi in un primo momento; poi l’ornamento è entrato a far parte di quella categoria di oggetti che rispondono all’impulso estetico, che nell’uomo è naturale , finalizzando la sua funzione di compensazione delle sue insicurezze fondamentali: la vanità, la superstizione, il desiderio di ricchezza materiale le carenze affettive (vedi oggetti di nessun valore intrinseco ma di grande valore mnemonico).

Il panorama odierno è variegato e l’offerta di accessorio/gioiello compensa la grande varietà delle richieste, al passo con i tempi coesiste tutto, è possibile appagare le molteplici aspettative del genere umano sia per rendere la propria persona unica o contrariamente assolutamente uguale a quella del gruppo di appartenenza che sia per categorie di moda, di ceto sociale o di etnia.
Nella contemporaneità convive l’oggetto di super lusso, nel quale sono la materia prima e le pietre preziose ad aumentare il valore pecuniario a cifre astronomiche e l’oggetto dell’artista famoso, del designer o dell’architetto blasonato, povero nelle materie e spesso nell’esecuzione ma carico di valore artistico.
La crisi economica mondiale di questi ultimi anni ha poi portato ad una esplosione del fenomeno dell’uso di materie riciclaste, anche nell’onda di una maggior consapevolezza ecologica delle ultime generazioni di designer. In aumento, sempre a causa della crisi, la gioielleria di scena, ovvero la bigiotteria, assemblaggio di vario materiale non pregiato, con durata limitata nel tempo, senza particolare pregio di esecuzione e di ricerca possiamo definirla finalizzata all’acquisto compulsivo ed economico.
E’ parere comune che oggigiorno è penalizzata la media produzione, intendendo quella fascia di mercato dell’artigianato artistico caratterizzata da qualità di materiali, ricerca di soluzioni, recupero delle tradizioni e manodopera specializzata ed è a mio parere importante sostenerla perché carica di valori sapienti e quindi di cultura.

A cura di Emanuela Bergonzoni















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